Ricevere un avviso di richiesta di archiviazione non significa, automaticamente, che non vi sia più nulla da fare.
In alcuni casi, la persona offesa può ancora esaminare il fascicolo, verificare se le indagini siano state complete e valutare, con l’assistenza di un difensore, la presentazione di un’opposizione motivata. L’opposizione non è una semplice contestazione formale: deve indicare in modo concreto le ulteriori indagini da svolgere e gli elementi di prova che si ritengono rilevanti. La persona offesa che ne abbia fatto richiesta deve essere avvisata della richiesta di archiviazione; da quel momento decorrono termini brevi per reagire. Normalmente il termine è di venti giorni dalla notifica dell’avviso, con termini più ampi in alcuni casi previsti dalla legge.
Lo studio assiste persone offese e querelanti nella valutazione dell’avviso di archiviazione, nell’accesso agli atti e nella predisposizione dell’opposizione quando vi siano presupposti concreti per chiedere la prosecuzione delle indagini. In questa fase può essere decisivo capire se il fascicolo sia completo, se siano stati sentiti tutti i testimoni rilevanti, se vi siano allegati o certificazioni non considerati, oppure se la ricostruzione dei fatti sia stata svolta in modo solo parziale.
Una valutazione può essere utile quando la richiesta di archiviazione sembra fondata su un quadro incompleto, quando non risultano sentite persone informate sui fatti, quando nel fascicolo mancano documenti già depositati, quando non è stata adeguatamente considerata la documentazione, oppure quando il contesto complessivo della vicenda non è stato letto correttamente. L’opposizione, infatti, serve a chiedere la prosecuzione delle indagini preliminari, non a esprimere un mero dissenso della persona offesa.
In alcuni procedimenti, ad esempio, può emergere che un'integrazione di querela non sia confluita nel fascicolo o che non siano stati acquisiti i relativi allegati; in altri, la richiesta di archiviazione può essersi basata su una lettura selettiva degli atti, senza considerare certificazioni successive, relazioni cliniche, immagini, video o ulteriori profili di reato meritevoli di approfondimento. In altri casi, può trattarsi della richiesta di escutere testimoni già individuati, oppure di evidenziare profili ulteriori rispetto a quelli inizialmente considerati.
Dopo la notifica dell’avviso, il tempo a disposizione è limitato. Per questo può essere utile muoversi rapidamente per capire se vi siano i presupposti per opporsi.
Non in ogni caso l’opposizione è opportuna. Talvolta l’esame del fascicolo conferma che non vi siano margini concreti; in altri casi, invece, emergono elementi trascurati o indagini non svolte che meritano di essere portati all’attenzione del giudice.
Lo studio presta assistenza nella fase successiva alla querela, con particolare attenzione alla posizione della persona offesa che abbia ricevuto l’avviso di richiesta di archiviazione.
L’attività comprende l’esame del fascicolo, la valutazione dei presupposti per l’opposizione, la redazione dell’atto, con indicazione delle ulteriori indagini richieste e degli elementi di prova da valorizzare, il deposito dell’atto e l’assistenza all’udienza davanti al Giudice.
Una valutazione tempestiva del fascicolo può essere importante per capire se vi siano ancora margini per chiedere la prosecuzione delle indagini. Se hai ricevuto un avviso di richiesta di archiviazione e vuoi capire se vi siano ancora strumenti di tutela, è possibile richiedere una valutazione del fascicolo e della documentazione disponibile.
Significa che il Pubblico Ministero ritiene di chiedere al giudice la chiusura del procedimento senza esercitare l’azione penale. La persona offesa, nei casi previsti, può essere avvisata e valutare se presentare opposizione.
No. L’opposizione deve essere ammissibile e motivata, con indicazione dell’oggetto dell’investigazione suppletiva e dei relativi elementi di prova. Inoltre, deve essere depositata nei termini di legge.
Il termine è breve e decorre dalla notifica dell’avviso. In via ordinaria è di venti giorni, con termini diversi in alcuni casi previsti dalla legge.
No. Occorre verificare il contenuto del fascicolo e capire se vi siano omissioni investigative concrete o elementi non considerati.
Si. L'attività dinanzi al giudice, inclusa l'opposizione alla richiesta di archiviazione, è compresa tra le attività coperte dal patrocinio a spese dello Stato.